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Sardegna: roghi +40% in un anno ma meno ettari devastati

Nel 57% dei casi le fiamme sono state appiccate, mentre il 28% degli incendi è stato di origine colposa.

Quest'estate, caratterizzata da ondate di calore e 11 avvisi di condizioni meteo estreme per alte temperature, la Sardegna è stata percorsa dal numero di incendi più alto della media degli ultimi dieci anni.

L'incremento è stato del 23% rispetto al decennio precedente, il 40% in più del 2016. Ma le fiamme hanno danneggiato una superficie inferiore: i 3.746 roghi domati dal sistema antincendi regionale hanno percorso 13.445 ettari, una quantità inferiore del 28% rispetto a quella media del decennio (18.703 ettari). E anche la superficie media danneggiata da ciascun incendio è diminuita: 3,59 ettari contro la media di 6,44 del periodo 2007-2016 (-44%) e rispetto ai 5,65 ettari dell'anno scorso (-36%).

Nel 57% dei casi le fiamme sono state appiccate, mentre il 28% degli incendi è stato di origine colposa. Poco meno della metà della superficie interessata dai roghi quest'anno è stata danneggiate da sette eventi, negli ultimi quindici giorni di luglio, come ha segnalato l'assessore regionale dell'Ambiente Donatella Spano stamane a Cagliari nella conferenza stampa con cui ha tracciato, assieme al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, il bilancio della campagna antincendio 2017, durata nell'isola per quasi sei mesi.

Le forze messe in campo dalla Regione (circa 10mila uomini, fra cui i volontari di 171 associazioni e 2.200 dipendenti dell'agenzia Forestas, 82 stazioni forestali,) sono state impegnate soprattutto in zone urbane del sud Sardegna, dove si è concentrato il maggior numero di incendi. Quello più grave, che ha richiesto quattro giorni per essere domato, ha colpito è divampato il 31 luglio scorso nelle campagne fra Gonnosfanadiga e Arbus: 2008 gli ettari percorsi dalle fiamme. Il secondo episodio più grave risale al 12 luglio scorso in Gallura, nel territorio di Alà dei Sardi, dove il fuoco ha bruciato 1.700 ettari.

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